Keith Tppett a giochi senza frontiere

Arriva l'inverno e con un certo piacere si iniziano ad affrontare le serate di bora con alcuni intrattenimenti edificanti, vagamenti diversi dall'aperitivo a Barcola in camicia a fiori.
Questa sera io e il dr. Pipetta siamo andati al concerto per pianoforte di Keith Tippett, al conservatorio Tartini. Lui con giacca professionale da montagna (da buon escursionista) io con l'immancabile (in queste serate tempestose) K-Way giallo, da urbano wannabe pompiere. Eccellentemente abbigliati siamo giunti incuranti delle intemperie al Tartini dove ci ha accolti una coda consistente di persone. Da un lato l'attesa nell'ingresso del conservatorio era quasi gradevole, un po' perché fa molto Newyorkese, un po' perché fa piacere vedere tanta gente accorrere a questi appuntamenti musicali, tanto più in una città come Trieste in una delle sue serate climaticamente artiche.
Il problema è stato che a un certo punto il Gennaro Olivieri di noaltri, alias uno degli organizzatori, se n'è uscito con il seguente annuncio: "non c'è abbastanza posto per tutti, quelli che trovano posto si siedano, gli altri dovranno sistemarsi nell'anticamera". Un po' come giochi sena frontiere. "Dovete corerre attraverso il bosco, tuffarvi in piscina e recuperare le pallette blu."
A quel punto, in un qualsiasi concerto rock in un qualsivoglia palazzetto dello sport, la gente inizia a corerre prendendosi a bottigliate per raggiungere la prima fila.
Ma siamo a un conservatorio, a un concerto per pianoforte. E questo mette in crisi la mente, producendo un mix di impulsi per cui la folla ha iniziato a muoversi velocemente lungo il corridoio, verso al sala, ma senza correre (non si confà a un luogo del genere!) producendo una sorta di gara di marcia, con ampie falcate e ancheggiamenti, ma "senza mai alzare entrambi i piedi da terra". Io e il dr Pipetta, forti della nostra vigorosa giovinezza (almeno rispetto alle media età dei nostri sfidanti alla gara per una sedia) abbiamo guadagnato posizioni su posizioni fin dai primi metri. Quando ci compare davanti un signore sulla settantina con evidente zoppìa (poliomelitico o con gamba artificiale) alché quella bestia del dr. Pipetta si volta verso di me, ride grassamente e con un cenno del capo mi suggerisce "passiamo questo ed è fatta". Mi sono sentito un po' una bestia (per circa venti-trenta secondi) mentre passavamo con agilità lo zoppo, che probabilmente per quel sorpasso sarà stato relegato all'anticamera, e guadagnavamo il nostro posto in sala. Una sorta di vittoria della genetica, di quelle che postulava il dr. Mengele o altri nazisti. Ma siccome il karma non mente, m'è capitato, sulla sedia davanti, un centoduenne che ha rimestato per metà concerto in un sacchetto di plastica, la cosa più rumorosa che si possa sentire a un concerto per pianoforte.
Ah, già! Il concerto! Com'era? Bello! Bello da morire. Un viaggio. Come ascoltare Bach che suona sotto acido.

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Forrest, dove cazzo vai?!

Test di Cooper, per non dire di peggio.

A causa di un weekend di bagordi barcolani e avendo "vissuto gli ultimi vent'anni come un marinaio in licenza" (cit. da Mad Man) ho deciso ieri sera di andare a correre. Attività che preferisco fare in solitaria perchè credo che correre in gruppo (dove gruppo > di 2 persone) sia una cosa imbarazzante a meno che le persone attorno a te non siano vestite in abito scuro e (soprattutto) tu non sia il presidente degli Stati Uniti.

Da subito mi sentivo come Forrest Gump: un ritardato. Quando alla fine mi sono fermato, dopo circa dodici minuti, per tossire e sputare una Lucky Strike, mi sono sentito un po' meno coglione. Soprattuto perché il mio ultimo sforzo fisico è stato quello di girare i tacchi, salire in auto e tornare a casa, a ingozzarmi di peperoncini sottolio.

D'altra parte, ho pensato, se l'aspettativa di vita di un Americano è, con quello che mangiano, ancora di 77,9 anni, io, che mangio molto più sano, che comunque d'estate qualche volta il carso in bicicletta lo scalo e che, soprattutto, non pratico sport estremi (di quelli che finiscono con i tuoi pezzi buttati a casaccio in una bara avvolta in una vela da parapendio) potrei davvero aspirare all'eternità. Nonostante Bacco, Tabacco e (quando proprio butta bene) Venere. E nonostante quel ricorrente 37.2 che ormai accolgo come uno di casa. E nonostante quel persistente dolore lombare, che dopo anni non ho ancora stabilito essere mal di schiena o un rene andato!

P.S.: in 12 minuti ho comunque coperto l'onestissima distanza pinetadibarcola-biviodimiramare.

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tribuna politica

in seguito alle dimissioni del vice capogruppo Pdl, Italo Bocchino, abbiamo raccolto le reazioni dei parlamentari per capire come i colleghi affrontano la scelta di Bocchino.

"Quella di Bocchino è una scelta dura da mandare giù" E. Vito

"Secondo me ha ragione. Bocchino deve stare a testa alta" G. Fini

"dopo Bocchino il partito potrebbe trovarsi in ginocchio" M. Carfagna

"la questione di Bocchino deve essere affrontata dalla Carfagna" M. Gasparri

"un’azione congiunta per Bocchino? Si, sono d’accordo" P. Marrazo

"è una questione interna al partito. Su Bocchino, acqua in bocca!" S. Berlusconi

"La decisione di Bocchino mi lasscia a Bocca aperta!" U. Bossi

"Bocchino? SI grazie!" I. La Russa

"Bocchino? Pronti qua!" N. Vendola

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Testimonianze sull'omeopatia

Sapete tutti che CasaViaGnello (come tra l’altro la comunità scientifica) considera l’omeopatia CIARLATANERIA.

Molte persone la pensano diversamente. Ecco alcune testimonianze giunte in questi anni alla nostra redazione:

 

Cari amici di casaViaGnello,

dopo una vita in perfetta salute mi sono accorto di essere vecchio. Ho allora deciso di intraprendere una cura omeopatica. Mi sembra di sentirmi meglio, ma ho iniziato da poco. Fra qualche giorno ti scriverò per dirti se sono migliorato,

Cordiali Saluti,

Raimondo

 

 

Cara CasaViaGnello,

io credo nell’omeopatia, tant’è che ho convinto Alberto, il mio fidanzato, a curare una lieve forma di depressione attraverso farmaci omeopatici e fiori di Bach. Adesso lui sta molto meglio, è sereno, e io mi sento più tranquilla.

Un abbraccio a tutti,

Chiara da Garlasco 

 

Cara CasaViaGnello,

io non mi fido della cosiddetta medicina tradizionale. Ho letto che, soprattutto nell’infanzia, molti medicinali tradizionali possono causare deformazioni come la macrocrefalea. Per questo io do a mio figlio solo farmaci omeopatici.

Annamaria dalla provincia di Aosta

 

 

Cara equipe medica di CasaViaGnello

Io ho curato un’unghia incarnita con i farmaci omeopatici e vi assicuro che funzionano perfettamente,

Oscar (pistorius@jump.com)

 

 

La congiuntivite può essere trattata perfettamente con I fiori di bach!

Aleandro B.

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buongiorno cara, dormito bene?

Era un sonno, di quelli proprio guduriosi. Non particolarmente profondo, in cui si accavallano i sogni più strani. Uno di quei sonni che ti capitano quando proprio è necessario.
Di quelli che sarebbero perfetti se ti svegliassero alla maniera televisiva. La persona a te cara, accanto al letto, che ti scuote dolcemente, ti bacia in fronte e ti dice "dormito bene? t’ho preparato la colazione, tieni, tirati su".
Ah, quanto mi mancano! Questi risvegli patinati, da rotocalco.

Ed ecco che una mano mi scuote dolcemente la spalla. Mi sveglio da qul meraviglioso sonno ristoratore. Apro gli occhi e lì accanto a me c’è quel volto biondo, gli occhi chiari, con indosso la solita camicia bianca lunga fino alle caviglie.
La guardo negli occhi mentre sento la saliva arrivata fino al mento, vessillo senza tempo delle migliori dormite.
Lei sorride, dissimulando imbarazzo, inclina la testa e con voce calma arricchita da quel delizioso accento dell’est mi sussurra:

"Signore, tocca a lei. Il dottore la aspetta".

Mi guardo attorno, nella spoglia sala d’aspetto del mio dentista Sloveno, alzo le sopracciglia intimidito per cercare comprensione agli occhi della bionda infermiera, mi alzo di scatto, asciugo la bava al mento con la manica della giacca e vado coraggioso alla mia seduta col dottor Mengele.

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10 domande a S.B.

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Repubblica insiste affinché Berlusconi risponda alle famose 10 domande. Volevo firmare la petizione anch’io, ma Moni Ovaidia e Rancho Pardi mi hanno velatamente minacciato. Allora ho deciso di fare qualcosa di attivo e sono andato di persona da Berlusconi.

Ci siamo incontrati in un locale della capitale e, dopo una intensa trattativa, non ha comunque accettato di rispondere alle 10 domande di Repubblica, però ha accettato di rispondere a 10 mie domande. Ecco le 10 risposte.

 

 

1-     bene grazie

2-     una margherita e una birra piccola.

3-     Macché, Cacciari è Gay…

4-     Mmmh… vediamo… Dell’Utri a riposo, Larussa Barzotto. Mentre in erezione vince Fini.

5-     No, non te li presto

6-     Si, si, la storia di Gullit è vera

7-     Si, è tutta roba mia

8-     La parola per entrare è “Fidelio” ma non dirlo a nessuno

9-     No, non te lo do il numero della D’Addario

10- Ti ho detto di no, non te li presto

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